Superbike
SBK Test Jerez: Per Petrucci ed Oliveira il futuro è adesso!

Non soltanto questo, con Bimota, Honda e Yamaha in grande spolvero
E’ da poco più di un mese che il mondiale delle derivate di serie è terminato e team e piloti si sono già ritrovati in pista in due occasioni, e sempre a Jerez de la Frontera, la seconda delle quali ha visto impegnati anche Miguel Oliveira e Danilo Petrucci in sella alla BMW M11000RR che fu di Toprak Razgatlıoğlu. L’attesa insomma è finita mentre l’apprendistato è iniziato ed il sipario sulle nuove pagine della carriera dei due, si è aperto. Per entrambi l’obbiettivo è uno solo: giocarsi il titolo iridato delle derivate di serie; per Danilo dopo essersi confermato per due anni di seguito Best Independent Rider con la Ducati del Team Barni, per Miguel dopo la conclusione della sua avventura in MotoGP. Di certo una bella responsabilità visto che il turco nel 2024 e ’25, con quella moto, si è aggiudicato il mondiale al termine di entrambe le stagioni. Danilo è arrivato in Andalusia non in perfette condizioni fisiche ancora a causa dell’infortunio che gli aveva impedito di correre i GP di Estoril e Jerez. Con Toprak passato in MotoGp e l’arrivo di Oliveira come compagno di Danilo BMW, tramite il direttore tecnico Crish Gonschor, ha affidato il ruolo di collaudatore a Michael van der Mark che ha portato in pista la stessa moto con la quale la corrazzata tedesca aveva concluso il mondiale. Ripartire con due nuovi piloti che tra l’altro hanno caratteristiche completamente differenti dal turco, e soprattutto farlo dopo 40 vittorie, 39 di Razgatlıoğlu, implica senza ombra di dubbio un reset totale rispetto al programma di lavoro. Il primo step è stato quello di ottimizzare l’ergonomia in sella modificando il triangolo manubrio-sella-piedi in modo che i nuovi piloti si potessero trovare più comodi possibile e potessero sfruttare al meglio il potenziale della moto; secondo step, si è lavorato sui settaggi relativi alle sospensioni e freno motore. Nel primo caso Danilo ha fatto arretrare le pedane e spostare in avanti i semimanubri mentre per ciò che concerne le sospensioni, ha potuto utilizzare le nuove Ohlins 2026. Se da una parte c’è tutta la disponibilità di adattare la M11000RR alle esigenze di Oliveira e Petrucci, dall’altra si chiede ai due di modificare i loro stili di guida soprattutto in percorrenza ed uscita di curva. Per Danilo passare da un 4V ad un 4 in linea non è la cosa più semplice del mondo ma l’esperienza accumulata negli anni dovrebbe poter sopperire alle difficoltà e diciamo pure che si tratta più di una sfida più mentale che tecnica.
Così, dopo 80 giri compiuti al termine della prima giornata, Petrucci ha chiuso sesto a 0.793 da Andrea Locatelli su Yamaha mentre il secondo giorno ha chiuso sesto a 0,645 da Alex Lowes su Bimota; in entrambi i casi è stato più veloce del suo compagno Oliveira. Data l’impossibilità di raccogliere delle dichiarazioni direttamente da parte di Danilo, il Team Barni ha posto il veto, abbiamo sentito allora Alberto Vergani, il suo storico manager: “Penso che per Danilo sia stato un buon debutto – ha esordito il manager milanese -, per lui è una sfida tutta nuova ed in questi casi ci vuole tempo ma siamo fiduciosi che possa fare un ottimo lavoro. Danilo era contento, consapevole e carico e mi ha detto che il team era ancora più contento rispetto a lui. Va anche considerato che la BMW è una moto che devi guidare in maniera più esplosiva mentre la Ducati in maniera più dolce ed in effetti Danilo doveva quasi trattenersi. E’ una sfida mentale dove dovrà resettare tutto e ripartire”. Ma se da un lato BMW rappresentava la situazione da seguire con più attenzione, Honda, Yamaha e Bimota non si sono cullate sugli allori. Per la Casa dei Tre diapason, la sorpresa si chiama Xavi Viergè che in sella alla R1 ha concluso i test in maniera molto promettente anche se è presto per dare un giudizio; il catalano ha fatto segnare il secondo miglior tempo a soli 234 millesimi dal leader Alex Lowes su Bimota. Per lui 132 giri distribuiti tra le due giornate, altra esperienza utile dopo il primissimo test fatto dopo l’ultimo weekend di gara proprio a Jerez. Dietro Lowes e Vierge troviamo Andrea Locatelli sempre in sella alla R1 segno che la Yamaha sembra essere tornata competitiva dopo un 2025 un po’ in ombra. La Superbike ’26 scatterà il 20-22 febbraio da Phillip Island (Australia) e dopo questa due giorni di Jerez de la Frontera sono in programma ulteriori due tappe di test a fine gennaio: di nuovo in Andalusia e successivamente a Portimao.